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#resistenza

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Balotta · Let's stand with PalestineContinuiamo a mobilitarci in tutti i modi possibili in complicità con il popolo palestinese che resiste in una situazione sempre più drammatica. Il cessate il fuoco è stato definitivamente rotto dai bombardamenti di Israele in varie parti della Striscia di Gaza, che hanno aggiunto più di 600 morti al pesantissimo bilancio dell’ultimo anno e mezzo di genocidio. Nonostante siano più di 76 anni di occupazione, colonialismo d’insediamento, apartheid e violenze da parte di Israele, gli ultimi 17 mesi hanno visto un intensificarsi esponenziale del progetto coloniale e genocida sotto gli occhi compiacenti dell’occidente. Per questo siamo consapevoli che dobbiamo tenere l’attenzione sempre più alta e continuare a parlare di Palestina, soprattutto assieme allx compagnx palestinesi, e mobilitarci per aiutare in qualsiasi modo possibile. Questo è uno tra gli eventi che stiamo organizzando per poter raccogliere fondi, discutere, informarci e ballare insieme. Tutto l’incasso della serata, delle auto-produzioni e della cena sarà destinato a progetti in Paalestina, e a persone e famiglie palestinesi con cui siamo in contatto diretto. dalle 19.00 Expo serigrafie 19.30 dibattito e proiezione 21 cena benefit Giovani Palestinesi Bologna TEKNO PARTY 23.00/00 So Beast live 00.00/1.00 Fradicia 1.00/2.00 Samsa 2.00/3.30 Paoletta (Livello 57) 3.30/chiusura 0203 (Outlaws crew) Contributo partecipativo benefit Palestina: dalle 19: offerta libera e consapevole dalle 22.30: 7 euro Women with gaza, Outlaws Crew, Sgangherz, Serigrafia Canagia From the river to the sea, Palestine will be free! #freepalestine #stopoccupation #stopgenocide La serata è in collaborazione con Ateliersì

LIBERAZIONI 2025

Casa del quartiere Donatello, domenica 27 aprile alle ore 12:00 CEST

Cuneo, Casa del Quartiere Donatello - via Rostagni 23/L, dalle ore 12
Pranzo di raccolta fondi per le/gli antifascist* che affrontano la repressione!
Interventi e materiali informativi.
Pomeriggio: Proiezione del corto “L’orecchio ferito del piccolo comandante”, intervento del regista Daniele Gaglianone.

LIBERAZIONI 2025
Per un 25 aprile popolare e ribelle, lontano dalla retorica istituzionale, vicino a chi lotta oggi.
 
A 80 anni esatti dall’insurrezione di quel 25 aprile che avrebbe dovuto liberare tutti, definitivamente, dal fascismo, le istituzioni si apprestano a celebrare i loro riti da sempre vuoti di significato e oggi più che mai intrisi di propaganda patriottica.
Le destre accelerano con il revisionismo storico e le sinistre arrancano intorno ad un antifascismo opportunista e di maniera, entrambi gli schieramenti bene/dicono l'economia bellicista dimenticando i bisogni reali della gente.
Discorsi di circostanza sulla pace e la democrazia si sprecano mentre venti di guerra e di morte agitano bandierine e nastri tricolori sulle lapidi polverose dei partigiani caduti.
 
Chi aveva vent’anni e combatteva, armi in pugno, il nemico fascista, ormai non c’è più per raccontare e la memoria di quei giorni liberi ed esaltanti non può essere solo un bel mazzo di fiori o una canzone, la solita canzone, ben intonata.
La memoria vive nelle lotte del presente, ogni giorno, contro il fascismo che non se ne è mai andato abbastanza, che si aggiorna, che si rifà il trucco, che ammorba la società e la trascina in un vortice di guerra, devastazione, ignoranza, razzismo e sfruttamento.
 
Oggi più che mai bisogna essere partigiani, scegliere da che parte stare, senza esitazione né paura.

gancio.cisti.org/event/liberaz

Il #25aprile #1945 #Milano veniva liberata dall'occupazione nazifascista.

Per commemorare gli ottant'anni dalla #Liberazione, il Comune di #Milano e l'Università #Statale hanno creato una mappa che riporta ottanta luoghi simbolo della #Resistenza a Milano, suddivisi in varie categorie in base alla rilevanza storica.

La mappa è disponibile in due versioni, pdf e interattiva, con legende e approfondimenti per comprendere il ruolo giocato dalla città nella Resistenza.

⬇️ libri.unimi.it/index.php/milan

LIBERAZIONI 2025

Valle Maira, venerdì 25 aprile alle ore 10:00 CEST

Roccabruna (borgata Sant’Anna, CN), Valle Maira, ore 10
Camminata sui sentieri partigiani intorno al rifugio partigiano “C.Fissore”
Pranzo al sacco, al pomeriggio incursioni circensi, musica e balli

LIBERAZIONI 2025
Per un 25 aprile popolare e ribelle, lontano dalla retorica istituzionale, vicino a chi lotta oggi.
 
A 80 anni esatti dall’insurrezione di quel 25 aprile che avrebbe dovuto liberare tutti, definitivamente, dal fascismo, le istituzioni si apprestano a celebrare i loro riti da sempre vuoti di significato e oggi più che mai intrisi di propaganda patriottica.
Le destre accelerano con il revisionismo storico e le sinistre arrancano intorno ad un antifascismo opportunista e di maniera, entrambi gli schieramenti bene/dicono l'economia bellicista dimenticando i bisogni reali della gente.
Discorsi di circostanza sulla pace e la democrazia si sprecano mentre venti di guerra e di morte agitano bandierine e nastri tricolori sulle lapidi polverose dei partigiani caduti.
 
Chi aveva vent’anni e combatteva, armi in pugno, il nemico fascista, ormai non c’è più per raccontare e la memoria di quei giorni liberi ed esaltanti non può essere solo un bel mazzo di fiori o una canzone, la solita canzone, ben intonata.
La memoria vive nelle lotte del presente, ogni giorno, contro il fascismo che non se ne è mai andato abbastanza, che si aggiorna, che si rifà il trucco, che ammorba la società e la trascina in un vortice di guerra, devastazione, ignoranza, razzismo e sfruttamento.
 
Oggi più che mai bisogna essere partigiani, scegliere da che parte stare, senza esitazione né paura.

gancio.cisti.org/event/liberaz

LIBERAZIONI 2025

Luserna San Giovanni, giovedì 24 aprile alle ore 16:00 CEST

Presidio davanti alla Collins Aerospace,  
Collins Aerospace è uno dei fiori all’occhiello dell’industria bellica aerospaziale piemontese, produttrice di sistemi d’arma sempre più automatizzati e micidiali. 
I nemici di ieri e di oggi sono sempre gli stessi: i fabbricanti di morte per gli sfruttati. Inceppiamo la filiera bellica a partire dai nostri territori. La guerra inizia da qui. 

LIBERAZIONI 2025
Per un 25 aprile popolare e ribelle, lontano dalla retorica istituzionale, vicino a chi lotta oggi.
 
A 80 anni esatti dall’insurrezione di quel 25 aprile che avrebbe dovuto liberare tutti, definitivamente, dal fascismo, le istituzioni si apprestano a celebrare i loro riti da sempre vuoti di significato e oggi più che mai intrisi di propaganda patriottica.
Le destre accelerano con il revisionismo storico e le sinistre arrancano intorno ad un antifascismo opportunista e di maniera, entrambi gli schieramenti bene/dicono l'economia bellicista dimenticando i bisogni reali della gente.
Discorsi di circostanza sulla pace e la democrazia si sprecano mentre venti di guerra e di morte agitano bandierine e nastri tricolori sulle lapidi polverose dei partigiani caduti.
 
Chi aveva vent’anni e combatteva, armi in pugno, il nemico fascista, ormai non c’è più per raccontare e la memoria di quei giorni liberi ed esaltanti non può essere solo un bel mazzo di fiori o una canzone, la solita canzone, ben intonata.
La memoria vive nelle lotte del presente, ogni giorno, contro il fascismo che non se ne è mai andato abbastanza, che si aggiorna, che si rifà il trucco, che ammorba la società e la trascina in un vortice di guerra, devastazione, ignoranza, razzismo e sfruttamento.
 
Oggi più che mai bisogna essere partigiani, scegliere da che parte stare, senza esitazione né paura.

gancio.cisti.org/event/liberaz

LIBERAZIONI 2025

Scuoletta Coppieri, martedì 22 aprile alle ore 18:00 CEST

RESISTENZE CONTADINE tra passato, presente e futuro
In occasione del cinquecentenario della lotta dei contadini che incendiò il cuore dell’Europa fino al suo apice nel 1525, ripercorriamo alcune tappe storiche e riflettiamo su questioni vive e feconde ancora oggi. In vista di una 3giorni di confronti su storie e resistenze contadine che si terrà in Val Pellice il 20-21-22 Giugno.
Dalle 18 aperitivo, a seguire confronto e chiacchere.

LIBERAZIONI 2025
Per un 25 aprile popolare e ribelle, lontano dalla retorica istituzionale, vicino a chi lotta oggi.
 
A 80 anni esatti dall’insurrezione di quel 25 aprile che avrebbe dovuto liberare tutti, definitivamente, dal fascismo, le istituzioni si apprestano a celebrare i loro riti da sempre vuoti di significato e oggi più che mai intrisi di propaganda patriottica.
Le destre accelerano con il revisionismo storico e le sinistre arrancano intorno ad un antifascismo opportunista e di maniera, entrambi gli schieramenti bene/dicono l'economia bellicista dimenticando i bisogni reali della gente.
Discorsi di circostanza sulla pace e la democrazia si sprecano mentre venti di guerra e di morte agitano bandierine e nastri tricolori sulle lapidi polverose dei partigiani caduti.
 
Chi aveva vent’anni e combatteva, armi in pugno, il nemico fascista, ormai non c’è più per raccontare e la memoria di quei giorni liberi ed esaltanti non può essere solo un bel mazzo di fiori o una canzone, la solita canzone, ben intonata.
La memoria vive nelle lotte del presente, ogni giorno, contro il fascismo che non se ne è mai andato abbastanza, che si aggiorna, che si rifà il trucco, che ammorba la società e la trascina in un vortice di guerra, devastazione, ignoranza, razzismo e sfruttamento.
 
Oggi più che mai bisogna essere partigiani, scegliere da che parte stare, senza esitazione né paura.

gancio.cisti.org/event/liberaz

Storie e resistenze contadine - tre giorni di confronto

Val Pellice, venerdì 20 giugno alle ore 16:00 CEST

La grande guerra contadina, che incendiò il cuore d’Europa fino al suo apice nel 1525, solleva questioni vive e feconde ancora oggi. Si tratta di un passaggio storico cruciale nell’affermazione degli Stati nazionali e dell’economia capitalista in cui tuttora viviamo. La modernità non trionfa sull’onda di un pacifico “progresso”, ma su una lunga e sanguinosa guerra sociale. Una guerra in cui ai contadini insorti a difesa della terra, della libertà e delle loro comunità, si affiancano i roghi delle donne bruciate come streghe e i massacri degli indigeni nelle colonie. Perciò vogliamo confrontarci con quella storia, organizzando un ampio momento pubblico per raccontare e discutere i processi storici di espropriazione, da un lato, e di resistenza, dall’altro, che dal tardo Medioevo arrivano fino a oggi. Non per una mera curiosità intellettuale, ma per comprendere le radici profonde della nostra società, con l’obiettivo di tornare a raccogliere e brandire, con nuova forza e consapevolezza, i vessilli della resistenza e della liberazione.

gancio.cisti.org/event/storie-

Let's stand with Palestine

Ateliersi, sabato 29 marzo alle ore 19:00 CET

Continuiamo a mobilitarci in tutti i modi possibili in complicità con il popolo palestinese che resiste in una situazione sempre più drammatica. Il cessate il fuoco è stato definitivamente rotto dai bombardamenti di Israele in varie parti della Striscia di Gaza, che hanno aggiunto più di 600 morti al pesantissimo bilancio dell’ultimo anno e mezzo di genocidio. Nonostante siano più di 76 anni di occupazione, colonialismo d’insediamento, apartheid e violenze da parte di Israele, gli ultimi 17 mesi hanno visto un intensificarsi esponenziale del progetto coloniale e genocida sotto gli occhi compiacenti dell’occidente. Per questo siamo consapevoli che dobbiamo tenere l’attenzione sempre più alta e continuare a parlare di Palestina, soprattutto assieme allx compagnx palestinesi, e mobilitarci per aiutare in qualsiasi modo possibile.
Questo è uno tra gli eventi che stiamo organizzando per poter raccogliere fondi, discutere, informarci e ballare insieme.

Tutto l’incasso della serata, delle auto-produzioni e della cena sarà destinato a progetti in Paalestina, e a persone e famiglie palestinesi con cui siamo in contatto diretto.

dalle 19.00 Expo serigrafie
19.30 dibattito e proiezione
21
cena benefit Giovani Palestinesi Bologna

TEKNO PARTY
23.00/00 So Beast live

00.00/1.00 Fradicia
1.00/2.00 Samsa
2.00/3.30 Paoletta (Livello 57)
3.30/chiusura 0203 (Outlaws crew)

Contributo partecipativo benefit Palestina:
dalle 19: offerta libera e consapevole
dalle 22.30: 7 euro

Women with gaza, Outlaws Crew, Sgangherz, Serigrafia Canagia

From the river to the sea, Palestine will be free!
#freepalestine #stopoccupation #stopgenocide

La serata è in collaborazione con Ateliersì

balotta.org/event/lets-stand-w

ARTE E RESISTENZA AL TEMPO DEL GENOCIDIO

Lucha y Siesta, venerdì 21 marzo alle ore 18:00 CET

Incontro con l'artista statunitense Molly Crabapple, già membro di Jewish Voice for Peace, e con Areej Ja'far, ricercatrice e attivista.

In collaborazione con BDS Roma nell'ambito della IAW - Israeli Apartheid Week.

Aperitivo a sostegno dell'ospedale Al Awada e le strutture umanitarie pallestinesi di Gaza.

Presente Yalla Roma e altre associazioni solidali

roma.convoca.la/event/arte-e-r

NUNCA MAS . Argentina in lotta, RESISTENZA SEMPRE

mosaico de las Madres de Plaza de Mayo, domenica 23 marzo alle ore 11:00 CET

Domenica 23 marzo, alle 11, presso il mosaico de las Madres de Plaza de Mayo , davanti l'ambasciata d'Argentina, in piazza dell'Esquilino 2, Roma

A 49 anni dal golpe civile militare perchè mai più si riupeta

NUNCA MAS

roma.convoca.la/event/nunca-ma

My eldest sang "Colors of the Wind" at her very MAGAT high school tonight for the talent show.

No one vetted her intro clip where she said she wanted to do it because it was excellent social commentary, and no one vetted her background that got projected up on stage.

As a parent, I'm both very proud of her, and very twitchy about how her Monday will go.

#Parenting
#Resistenza

Viste le cose che si sentono in questi giorni, un "ripescaggio" dal 2019.

«La carica di anticipazione che, retrospettivamente, l’esperienza del confino a #Ventotene sembra avere è la premessa di tutte le esagerazioni e gli stereotipi propagandistici fioriti intorno al cosiddetto Manifesto di Ventotene, scritto da Spinelli e Rossi sull’isola, nel 1941. Secondo questa vulgata, Ventotene fu la "culla dello spirito europeo" e, addirittura, il luogo di nascita dell’ #Unioneeuropea . Si crede che il Manifesto di Ventotene – che non si chiamava nemmeno così, è una reintitolazione di molto posteriore – abbia squarciato i cieli e annunciato un tempo nuovo, quasi una scena da kolossal biblico.

In realtà, quando il manoscritto circolò sull’isola, in una parte molto minoritaria della comunità dei confinati (girò quasi solo tra giellisti e socialisti), non solo se lo filarono in pochissimi, ma tra quei pochissimi attirò – con buone ragioni – aspre critiche. Ne nacquero alterchi e divisioni, a tal punto che i suoi autori – ribattezzatisi "federalisti" – furono praticamente isolati e dovettero aprirsi una mensa per conto loro. Poi il manoscritto fu portato rocambolescamente in continente, grazie ad Ada Rossi e Ursula Hirschmann, ma nemmeno lì riuscì ad aggregare più di una minuscola cerchia di borghesi “illuminati”. Non si tratta di ingenerosità da parte mia, è un dato di fatto rilevato più volte anche dagli stessi federalisti.

Dopo la guerra, per decenni il testo rimase sconosciuto ai più. A lungo non fu nemmeno ripubblicato. Ha cominciato a tramutarsi in un livre de chevet da citare alla bisogna – e perlopiù a vanvera – all’incirca una ventina di anni fa, quando il vaporware della costruzione europea ha cominciato a sfumare e si sono rese visibili le magagne che conosciamo. L’ #ordoliberismo di #Maastricht , del Trattato di Lisbona e della direttiva #Bolkestein si è concretizzato in un’ #austerity da mattatoio, scatenando per reazione rigurgiti nazionalisti. Di fronte a tali rigurgiti c’era il bisogno di premere sul pedale del mito delle origini, un mito delle origini nobile, e così si è fatto di Spinelli un santino.

Naturalmente, una significativa parte di chi cita il Manifesto di Ventotene – soprattutto i politici – lo fa per sentito dire, non sa nemmeno cosa ci sia scritto. Stiamo parlando di un testo che, pur con tutte le sue criticità, come pezza d’appoggio dell’ordoliberismo non funziona granché bene. Ad esempio, prevede estese #nazionalizzazioni . Ad ogni modo, il risultato è che se oggi dici "Ventotene" scatta il cliché: "Dove è nata l’Unione europea!". Tutta la potenza, la carica di anticipazione di una storia vasta, complessa e ricca di sfumature come quella del confino politico sull’isola viene ridotta a un #europeismo bidimensionale e strumentale, e perciò ineluttabilmente impoverita.

Non mi sembra un caso che ciò sia avvenuto negli stessi anni in cui si picconava la memoria pubblica del movimento che Ventotene anticipò davvero, vale a dire la #Resistenza

#europa #eu

https://jacobinitalia.it/proletari-di-tutti-gli-universi-paralleli-unitevi/
Jacobin Italia · «Proletari di tutti gli universi paralleli unitevi!» - Jacobin ItaliaIl nuovo romanzo di Wu Ming 1 è ambientato tra i confinati antifascisti di Ventotene. Il libro fornisce un'ipotesi psichedelica del modo in cui ci si immaginò il futuro. Ne discutiamo con l'autore

Bella Ciao: non è solo Il canto della Resistenza

Bella ciao. Il canto della Resistenza Lorena Canottierelibri illustratiEinaudi ragazziottobre 202040https://www.edizioniel.com/prodotto/bella-ciao-canto-della-resistenza-9788866566342/

Un viaggio attraverso la storia di Bella Ciao, il canto simbolo della Resistenza e della libertà. Un albo illustrat

magozine.it/bella-ciao-non-e-s