Viste le cose che si sentono in questi giorni, un "ripescaggio" dal 2019.
«La carica di anticipazione che, retrospettivamente, l’esperienza del confino a
#Ventotene sembra avere è la premessa di tutte le esagerazioni e gli stereotipi propagandistici fioriti intorno al cosiddetto Manifesto di Ventotene, scritto da Spinelli e Rossi sull’isola, nel 1941. Secondo questa vulgata, Ventotene fu la "culla dello spirito europeo" e, addirittura, il luogo di nascita dell’
#Unioneeuropea . Si crede che il Manifesto di Ventotene – che non si chiamava nemmeno così, è una reintitolazione di molto posteriore – abbia squarciato i cieli e annunciato un tempo nuovo, quasi una scena da kolossal biblico.
In realtà, quando il manoscritto circolò sull’isola, in una parte molto minoritaria della comunità dei confinati (girò quasi solo tra giellisti e socialisti), non solo se lo filarono in pochissimi, ma tra quei pochissimi attirò – con buone ragioni – aspre critiche. Ne nacquero alterchi e divisioni, a tal punto che i suoi autori – ribattezzatisi "federalisti" – furono praticamente isolati e dovettero aprirsi una mensa per conto loro. Poi il manoscritto fu portato rocambolescamente in continente, grazie ad Ada Rossi e Ursula Hirschmann, ma nemmeno lì riuscì ad aggregare più di una minuscola cerchia di borghesi “illuminati”. Non si tratta di ingenerosità da parte mia, è un dato di fatto rilevato più volte anche dagli stessi federalisti.
Dopo la guerra, per decenni il testo rimase sconosciuto ai più. A lungo non fu nemmeno ripubblicato. Ha cominciato a tramutarsi in un livre de chevet da citare alla bisogna – e perlopiù a vanvera – all’incirca una ventina di anni fa, quando il vaporware della costruzione europea ha cominciato a sfumare e si sono rese visibili le magagne che conosciamo. L’
#ordoliberismo di
#Maastricht , del Trattato di Lisbona e della direttiva
#Bolkestein si è concretizzato in un’
#austerity da mattatoio, scatenando per reazione rigurgiti nazionalisti. Di fronte a tali rigurgiti c’era il bisogno di premere sul pedale del mito delle origini, un mito delle origini nobile, e così si è fatto di Spinelli un santino.
Naturalmente, una significativa parte di chi cita il Manifesto di Ventotene – soprattutto i politici – lo fa per sentito dire, non sa nemmeno cosa ci sia scritto. Stiamo parlando di un testo che, pur con tutte le sue criticità, come pezza d’appoggio dell’ordoliberismo non funziona granché bene. Ad esempio, prevede estese
#nazionalizzazioni . Ad ogni modo, il risultato è che se oggi dici "Ventotene" scatta il cliché: "Dove è nata l’Unione europea!". Tutta la potenza, la carica di anticipazione di una storia vasta, complessa e ricca di sfumature come quella del confino politico sull’isola viene ridotta a un
#europeismo bidimensionale e strumentale, e perciò ineluttabilmente impoverita.
Non mi sembra un caso che ciò sia avvenuto negli stessi anni in cui si picconava la memoria pubblica del movimento che Ventotene anticipò davvero, vale a dire la
#Resistenza .»
#europa #euhttps://jacobinitalia.it/proletari-di-tutti-gli-universi-paralleli-unitevi/